STORIE

In questa area del sito voglio condividere con voi delle storie, mie e di altri, una sorta di diario, in cui presentarvi persone e cose interessanti, farvi guardare attraverso i miei occhi e non meno importante, raccontarvi dei talenti che ho trovato nel nostro territorio, facendo in modo che questo spazio possa essere anche per loro, una vetrina.

La Bancarella

Nell’estate del 2025 un esperimento bellissimo.

Insieme alla mia amica Amanda, un artista pazzesca, decidemmo di buttarci nell’impresa di creare una bancarella, dove esporre le nostre opere e testare il feedback dei nostri lavori su un pubblico vasto, internazionale e di passaggio, come quello che attraversa le strade del centro storico di Lecce. Ne parlavamo con l’aria di chi non sapeva in cosa si stava impelagando e quanto questa esperienza ci avrebbe tolto o lasciato alla fine, ma avevamo la necessità di sentir smuovere le acque, far librare le nostre creazioni in strada affinchè incontrassero gli occhi degli altri.

Li, ho conosciuto artisti incredibili, artigiani sperimentatori, poeti cantautori, maestre del riuso ecosostenibile, che meritano di essere conosciuti e che vi presenterò più in la.

Volevo capire quale era il tipo di pubblico interessato ai miei Ughini, così da intercettare il mio target di riferimento. Ma non era una cosa facile! la ceramica si sa, non è la forma d’artigianato più a buon mercato che ci sia, i costi dietro un pezzo unico sono abbastanza elevati e potrebbe risultare poco avvicinabile da un pubblico giovane, tuttavia il mio design è ispirato all’infanzia, ha i connotati freschi e allegri di un giocattolo. E allora? chi avrebbe “adottato” queste creature? persone sui 20? 30? 40? 50anni?

Il primo cliente:

Una volta esposti i miei Ughini , guardavo le facce intenerite delle persone che passavano, la loro espressione mi restituiva esattamente l’emozione che intendevo scatenare in loro, ma ora bisognava capire chi sarebbe stato disposto ad acquistarlo. Ad un certo punto, un signore elegante sulla 70ina accompagnato dalla moglie e due ragazzine sui 17 anni , entusiasta nel guardare tutte quelle creaturine colorate che gli sorridevano, le prendeva una a una per guardale in viso, era deciso ad averli , le due ragazzine intente ad abbronzarsi con la luce del cellulare sembravano immuni ai richiami del signore che gli agitava gli Ughini davanti come un bimbo felice.

Ne scelse a fatica due , quando gli dissi che erano pezzi unici e doveva innamorarsi dei suoi, perchè sarebbe stato l’unico al mondo ad averli. Ho seguito incuriosita la sua scelta e il suo sorriso soddisfatto e feliccissimo mi lasciò di stucco. Capii allora che non c’era un “target” di acquirente, quelle creature avevano sviluppato una comunicazione diretta col bambino interiore di persone di qualsiasi tipo, età, sesso, religione e stato sociale. non si facevano comprare ma adottare. Fu una scena epica che mi convinse ancora di più, a lavorare verso un design emozionale, che tende a solleticare quella parte tenera e infantile sempre viva in molti di noi.